Nell'incomprensibile silenzio di tutti si sta consumando una tragedia di proporzioni sconcertanti: la parte meridionale del Madagascar sta vivendo la peggiore siccità degli ultimi 40 anni; 1.2/1.4 milioni di persone (stime fluttuanti OMS di questi mesi) stanno morendo di fame per una carestia portata da quattro anni di siccità. 

Si tratta della prima carestia della storia moderna causata esclusivamente dai cambiamenti climatici.

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Chi vuole offrire il proprio aiuto può farlo come anche di consueto agli amici di Jangany attraverso

SHALOM Onlus

IBAN IT23C0306909606100000016561

causale “JANGANY ACCOGLIE”

oppure presso la segreteria parrocchiale

 

Nel febbraio 2021 prese avvio una migrazione verso nord senza precedenti di migliaia di persone. Circa 500 persone si fermarono presso il villaggio di Jangany - che da anni la nostra comunità parrocchiale sostiene attraverso il sostegno scolastico; con il progetto JANGANY ACCOGLIE abbiamo aiutato i poveri di Jangany a sostenere poveri più poveri di loro offrendo il cibo di emergenza, un tetto, un pezzo di terra per lavorare e l'inserimento dei figli nella scuola. Poi il flusso migratorio si è fermato perchè le persone stremate e sfiduciate hanno scelto di morire là. Pochi giornalisti fanno giungere informazioni.

Scrive padre Tonino, il missionario di Jangany "Già a cominciare da Isoanala (160 km. da Jangany) per continuare con Beraketa, Antanimora, Bekily, Beloha, Amboasary, Ambovombe, Tsihombe, fino a Fort-Dauphin, in uno spazio di oltre 500 kmq, dovunque risiede un missionario o una comunità di suore, fin dalle 3 del mattino, il cortile è pieno di centinaia di persone che si accovacciano lí tutto il giorno sperando di avere almeno un cucchiaio di riso. Arrivano nel cortile della Missione quelli che hanno ancora energie per camminare. Gli altri restano nei villaggi e muoiono là. Il fenomeno interessa una popolazione di oltre un milione e mezzo di abitanti. Tutto il sud è in quella situazione".

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Questi poveri rifugiati climatici sono vittime del Tiomena, tempeste di sabbia che ricoprono i campi e distruggono le poche colture possibili e persino i raketa mena, i fichi d’India, abituale cibo da “ultima spiaggia” nelle ricorrenti carestie del passato.

L’erosione del suolo, le temperature sempre più elevate, le invasioni di locuste e questi fenomeni mai visti prima, causati dai cambiamenti climatici, hanno reso impossibili le coltivazioni e la sopravvivenza, con quella poca acqua estratta da buche nel subalveo dei fiumi in secca, dopo una stagione delle piogge che va da novembre a dicembre, con un solo giorno di pioggia. Alla conta dei morti per denutrizione si aggiungono quelli per diarree infantili e ogni tipo possibile di parassitosi intestinali infantili.

 

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Le Nazioni Unite e il Programma di Alimentazione Mondiale (WFP - World Food Program) da mesi segnalano quello che sarebbe stato il dramma prevedibile. 

Nel tentativo di allontanare la fame le persone mangiano argilla, termiti, cenere, pelli di zebù, locuste e varie altre sostanze non commestibili.

In alcuni villaggi mangiano la suola delle scarpe facendola bollire: lacera lo stomaco ma lo riempie.

 

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Abbiamo esteso il nostro aiuto oltre Jangany offerto un primo aiuto di 10.000€ che attraverso padre Tonino e il suo confratello padre Ruiz raggiungerà quindi le zone epicentro della crisi.

 

20210828 Pino SS Annunziata Emergenza Sud Madagascar 01 Padre Tonino

Così scrive il 26 agosto padre Tonino:

Ti informo sull'operazione “affamati del Sud”. Con 10.000 €, stiamo facendo arrivare n. 2 tonnellate di riso a ognuno di questi n. 9 centri sparsi nei posti più colpiti del sud (puoi seguire sulla carta geografica partendo da AMBOVOMBÉ, centro più importante del territorio Androy):

  1. Ambovombé
  2. Amboasary
  3. Bekily
  4. Beloha
  5. Tsihombé
  6. Antanimora
  7. Beraketa
  8. Isoanala
  9. Betroka.

In ognuno di questi centri c'è una casa delle Figlie della Carità o delle Suore Nazarene di Torino che distribuisce il riso agli affamati. Lavorano in quel territorio i miei confratelli spagnoli.

Ho chiesto di coordinare tutta l'operazione al padre Antonio Ruiz Cueto, che conosco bene. Ha accettato volentieri l'incarico e si sa muovere bene per acquistare e far arrivare il riso a ognuno dei sette centri partendo da Beraketa fino ad Ambovombé.

Per gli emigrati a Betroka e Isoanala, stiamo seguendo le operazioni padre Fahamaro ed io direttamente. La superiora delle Figlie della Carità di Betroka è quella suor Honorine che tu hai conosciuto come superiora in gamba qui a Jangany.

L'operazione è in corso e riceverai qualche informazione anche da padre Antonio Ruiz Cueto e dai vari centri in attività.

Chiaramente, tutto il sud sta esprimendo la sua gratitudine […]. Un grande grazie anche da me e da tutti noi di Jangany.

padre Tonino

 

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Articoli approfonditi si possono trovare sulla newsletter 48 degli Amici di Jangany:

https://drive.google.com/file/d/1MDnkM0Z89lYq0kJX-xCxhEVTZOYaRW6-/view?usp=sharing