
Tutte le informazioni dettagliate con un click al link
BRASILE – RORAIMA
padre Corrado Dalmonego, MISSIONARI DELLA CONSOLATA in collaborazione con CO.RO. ONLUS
Sostegno alla formazione e alla difesa della vita del popolo Yanomami e del suo territorio attraverso formazione di agenti indigeni di sanità e ricercatori, raccolta informazioni e compilazione di una banca dati sulla situazione delle comunità indigene.
Articolo di Pier Giuseppe Accornero sul Genocidio del Popolo Yanomami.
Un piccola precisazione: Gli Yanomami del Brasile sono circa 27.000 (cfr P. Moiola, "Missioni Consolata", novembre 2023), mentre quelli in Venezuela sono circa 10-12.000 (cfr Survival)
Per il popolo Yanomani non c’è alcun miglioramento tra il 2023 e quest’anno, anzi la situazione è peggiorata. Lo denunciano i Missionari della Consolata e il Consiglio Missionario indigeno, denuncia diffusa dal Comitato Roraima Olnus di Torino, guidato dal dott. Carlo Miglietta. Gli Yanomami occupano una vasta area di foresta tropicale tra Brasile (almeno 8.400 persone in 203 villaggi) e Venezuela. Ci vivono dai tempi remoti: già nel 1787 la Commissione portoghese dei Confini registra la loro presenza. Praticano un nomadismo intermittente. Le loro attività economiche richiedono aree vaste: caccia, pesca e agricoltura a rotazione esigono migrazioni e aree considerevolmente estese per permettere il rinnovamento delle terre, della fauna e della flora. La «Strada perimetrale Nord, BR-210, taglia per la lunghezza di 225 chilometri il sud del Territorio Yanomani nello Stato di Roraima. Nei tre anni successivi alla costruzione della grande arteria, che ha sventrato il territorio, le malattie infettive aumentarono dell'800 per cento; così tubercolosi e malattie veneree.
Dal 1968 si propone il Parco indigeno che garantisce il possesso delle terre effettivamente occupate, un territorio ampio e continuo, una figura giuridica adeguata perché è una difesa ambientale e dà una fisionomia definita ad aree di frontiera internazionale. Dopo una lunga campagna internazionale – in primo piano i Missionari della Consolata: i padri Giovanni Calleri e Bindo Meldolesi vi giunsero nel 1965 – finalmente nel 1992 la terra fu marcata come «Parco indigeno Yanomami». Copre oltre 9 milioni di ettari nel nord dove i fiumi sono canali di comunicazione che uniscono le comunità indigene. A monte del fiume i Missionari fondarono la «Missione Catrimani»: oltre all’opera di evangelizzazione, contribuisce alla difesa della vita, della cultura, del territorio, della foresta. Oggi vi sono impegnati 3 missionari e 4 missionarie della Consolata.
Si accusava il precedente governo del destrorso Jair Messias Bolsonaro di incoraggiare l’invasione dei minatori illegali. I piani dell’attuale presidente progressista Luiz Inácio Lula da Silva sono sabotati da Esercito, Aeronautica, Servizi segreti e Forze di sicurezza: lo dicono soprattutto il Ministero per i Popoli indigeni e la Fondazione per i Popoli indigeni che non dispongono di elicotteri, aerei, barche, armi, né di un numero sufficiente di dipendenti e di risorse per svolgere il loro compito e non hanno potere su Forze armate, Polizia federale e Forza nazionale, incaricati di fornire il supporto necessario, compresa la sicurezza, alle squadre del ministero della Salute e dell’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse. Continua l’estrazione mineraria illegale; la crisi umanitaria peggiora; l’ecosistema ne fa le spese; gli indios continuano a morire.
I politici brasiliani sono contro gli indigeni: «Le invasioni e gli abusi vanno avanti da diversi anni; a Roraima la maggior parte del territorio è stata invasa» sottolinea fratel Carlo Zacquini, missionario della Consolata a Boa Vista, che da più di 50 anni vive con gli Yanomani: «I minatori illegali distruggono le risorse; contaminano l’acqua con mercurio che finisce nel corpo degli indigeni; sono in aumento malaria e tubercolosi». L’accusa di Zacquini è circostanziata: «In Roraima non c’è un politico, deputato o senatore, a favore degli indigeni». A inizio 2023 «un buon numero di cercatori se ne è andato: alcuni sono stati aiutati ad andarsene, altri se ne sono andati da soli e altri, pur arrabbiati, se ne sono andati». Poi sono arrivati gli uomini d’affari con aerei, elicotteri e macchinari: «La situazione sanitaria è precaria; le difficoltà sono molte: manca personale qualificato perché pochi operatori si adattano alle precarie condizioni di vita sotto un telone». Hanno continuato, i minatori a sfruttare e devastare la terra e l’ambiente, gli Yanomami a morire. L’Esercito brilla per la sua latitanza: «I militari avrebbero dovuto portare cibo alle regioni colpite; hanno fatto azioni spettacolari, come lanciare scatole di sardine sulle piste. Una barzelletta. Gran parte dei minatori sono legati al traffico di droga, sono banditi armati e controllano il personale sanitario. Ci sono state violenze e stupri su donne e ragazze e hanno cercato di sedurre gli indios con i telefoni cellulari».
Per il Consiglio Missionario indigeno il Governo federale deve, al di là dei discorsi e dei piani, «investire risorse, assumere e formare persone, organizzare infrastrutture, predisporre attrezzature e medicinali che permettano di operare stabilmente, combattere gli invasori allontanandoli dai territori indigeni e perseguire i finanziatori del massacro». La presenza di sostanze illecite - sigarette, polvere e pietre, cocaina e crack - rafforza la natura pericolosa e violenta dei minatori. In un anno sono stati distrutti più di 35 aerei ed elicotteri utilizzati dai criminali ma una pista di atterraggio in Venezuela, a 5 chilometri dal confine, è fuori dalla portata delle forze brasiliane. Nonostante gli sforzi, la situazione degli Yanomami non è migliorata. Per il ministro per i Popoli indigeni, Sônia Guajajara, «è una sfida enorme per le dimensioni, per i trasporti e gli spostamenti».
Nel 2023 l’incidenza della malaria è aumentata del 61 per cento; l’influenza è passata da 3.203 casi nel 2022 a 20.524 nel 2023 con un incremento del 640 per cento. La Corte inter-americana per i Diritti umani mostra quanto la situazione è deteriorata: i servizi sanitari funzionano a malapena; 9 avamposti sanitari sono chiusi da mesi; c’è poca disponibilità di acqua potabile. Oggi le attività minerarie sono più distruttive degli anni Ottanta-Novanta perché i cercatori d’oro sono bande criminali. «I popoli indigeni sono i migliori custodi della natura: senza di loro, non ci sarà futuro per l’umanità»: ne è convinto dom Evaristo Spengler, vescovo di Roraima: «L’acqua nei fiumi è diminuita molto a causa della grande siccità; molte comunità sono isolate senza cibo e senza acqua; i pesci muoiono per l’aumento della temperatura dell’acqua». Il vescovo si dice colpito da una frase sentita: «La bomba è già esplosa e non abbiamo ancora sentito il rumore». Un esempio è l’elevata concentrazione di mercurio nelle persone: ci vorranno anni. Al Sinodo per l’Amazzonia (2019) Papa Francesco ha affermato: «Questo non è solo un problema civile e sociale, ma è un peccato che grida al cielo. Dove distruggiamo ciò che è la creazione di Dio, è una questione di fede, una questione religiosa».
Lunedì 21 agosto 2023 RAI3, nell’ambito di inchieste sui diritti negati, ha mandato in onda uno speciale sulla situazione del Popolo Yanomami a Roraima, con intervista a fratel Carlo Zacquini. La puntata si è intitolata «La foresta ferita | Il Fattore Umano».
La nostra comunità parrocchiale ha dedicato anche a questa popolazione le offerte raccolte nell’ambito della Quaresima di fraternità.
Cogliamo la possibilità di rivedere la puntata attraverso il link di RAI Play che la rende disponibile: basta cliccare sull’immagine e inserire un proprio account per accedere gratuitamente.
Ringraziamo Carlo Miglietta, del Comitato Roraima, per la segnalazione.

Caro don Mimmo,
con profonda riconoscenza abbiamo ricevuto dall'Ufficio Missionario Diocesano di Torino da parte della tua Parrocchia di Pino Torinese nella Quaresima di Fraternità 2023 la somma di 6.400,00 € (seimilaquattrocento/00) per il nostro Progetto “Segretario Indigeno Macuxì per il Centro di Documentazione Indigena (CDI) di Boa Vista (Brasile)”.
Subito inoltreremo tale somma a fratel Carlo Zacquini, Missionario della Consolata, che cura il Centro di Documentazione Indigena (CDI) di Boavista, a Roraima, che, contro il razzismo dilagante nella società bianca, raccoglie le memorie dei Popoli Indigeni, è scuola di formazione per gli indigeni e centro di elaborazione di risposte alle grandi sfide che ora gli Indios devono affrontare: lo Statuto dei Popoli Indigeni, la legge sullo sfruttamento minerario, il problema della sicurezza delle frontiere, l’emergenza ambientale di fronte alla distruzione della foresta amazzonica e delle sue risorse idriche, la riforma agraria, l’agricoltura familiare.
Purtroppo per ben due volte, a distanza di un anno, il COVID mi ha impedito di essere tra voi per l’animazione missionaria del Progetto. Ribadisco, a Dio piacendo, la mia piena disponibilità ad essere presente tra di voi, se e quando lo riterrete opportuno, sia per continuare la sensibilizzazione sul dramma dei Popoli Indigeni del Brasile sia per eventuali altre iniziative anche a carattere biblico.
Carlo Miglietta
Segretario del Co.Ro.
Anche quest'anno i progetti scelti per la condivisione nell'ambito della Quaresima di fraternità sono progetti di crescita attraverso la formazione e particolarmente
- in Brasile si prevede l'assunzione di un antropologo per la gestione del Centro di Documentazione Indigena Di Boa Vista (Brasile). Si tratta di promuovere e conservare la conoscenza in particolare per giovani indigeni dell'Amazzonia che, consapevoli della propria identità, potranno integrarsi e difendere i diritti del proprio popolo in un contesto di etnocidi

- a Torino, nella zona di Porta Palazzo, per articolati interventi di accoglienza e integrazione che vedono al centro la donna come motore di cambiamento familiare e dello stesso territorio; quest'anno si aggiuge l'istruzione a distanza alla martoriata Pemba (Mozambico)

Chi volesse contribuire ai progetti della Quaresima di fraternità 2023 a favore dei progetti in Torino Porta Palazzo e Brasile attraverso un bonifico, può farlo in particolare nella celebrazione del Giovedì Santo, oppure in segreteria parrocchiale o direttamente sul conto corrente parrocchiale
Parrocchia SS Annunziata
IBAN IT69L0200830760000103465579
Causale: Quaresima 2023
Continua il progetto, attivo da settembre a giugno, per l'accoglienza, formazione, integrazione nella zona di Porta Palazzo a Torino attraverso l'Associazione 2PR: PRevenzione e PRomozione ODV. Al tema in contibuità dello scorso anno si agginge quello dell'istruzione a distanza a PEMBA nel Mozambico.
Per la verità il progetto è vastissimo e include più filoni
a) “Aperta – Mente Cittadine”: Accogliere, Accompagnare, Promuovere la donna
b) "Adotta un bambino per far crescere una mamma" Integrare Mamma-Bambino
c) "Il Mondo a KM 0" : Favorire incontro e conoscenza reciproca nel mondo giovanile interculturale
d) “Prima, Durante e Dopo Scuola” Sostenere l’impegno scolastico dei figli nell’acquisizione di un metodo di studio e Affiancare le famiglie nelle relazioni con la scuola
e) “Baskettiamo” in collaborazione con l’Oratorio Valdocco. Offrire spazi di socializzazione a attività sportiva per la crescita integrale dei ragazzi e l’inclusione sociale, aprendoli a luoghi altri come oratorio e centro giovanile.
Obiettivi specifici
Continuiamo a focalizzare l’attenzione sulle donne ritenendole autentiche ed efficaci motori di cambiamento all’interno della famiglia, del quartiere e, dunque, della società globale, ma ci allarghiamo all’intera famiglia attraverso il servizio del doposcuola. Nel corso degli anni abbiamo constatato una maturata corresponsabilità nel percorso formativo e una maggior disponibilità dei mariti nel favorire l’inserimento a scuola delle loro mogli. Gli obiettivi specifici del progetto rimangono quelli originari, con qualche sviluppo e si possono articolare in azioni mirate a:
- Riconoscere e tutelare la dignità della donna.
- Accogliere e formare per promuovere autonomia, attraverso proposte educative e il quotidiano e arricchente dialogo interculturale e interreligioso.
- Favorire percorsi di cittadinanza, di orientamento/conoscenza della Città, della Cultura italiana, per promuovere esperienze di formazione e partecipazione responsabile.
- Arricchire la formazione delle donne che partecipano ai laboratori, attraverso l’offerta dei corsi di manualità vari per il rafforzamento di competenze di base, potenzialmente spendibili in ambito lavorativo in collaborazione con Ciofs/FP. - Sostenere le famiglie con l'offerta del Baby Parking/Nido/Infanzia per i bimbi e del sostegno scolastico per i figli più grandi. (scuola Media).
- Continuare a produrre e diffondere (attraverso la produzione del Notiziario “Sguardi su Porta Palazzo” e del Sito) una cultura alternativa per una lettura del quartiere offerta da prospettive e punti di vista diversi: dal basso e al femminile, dalla parte della donna e della madre straniera, colta e incontrata come persona capace di interazione, critica e cambiamento.
- Dare visibilità, attraverso eventi e mostre dei manufatti, scritti, immagini, testimonianze, visite guidate per la città, partecipazione ad alcuni eventi significativi eventualmente promossi dalla Circoscrizione e dal Comune, all’esperienza in atto, promuovendo un’immagine dell’altro “diverso da me” positiva e aperta al confronto.
- Promuovere esperienze di educazione interculturale per le scuole e/o gruppi giovanili, attraverso offerte differenziate: una giornata nel Borgo Dora, vissuto come luogo positivo di incontro con la diversità; una serata di condivisione: cena e cineforum per nutrirci della ricchezza delle differenze, culturali e spirituali (compatibilmente con la situazione pandemia e restrizioni).
- Offrire esperienze di volontariato giovanile attraverso il servizio del doposcuola, che vede protagonisti alcuni giovani studenti liceali (Liceo Gioberti e Liceo Valsalice)
- Suscitare, attraverso momenti mirati di formazione e di scambio, ed eventi organizzati, il dialogo interculturale e interreligioso fra adulti, come possibilità di crescita culturale e di contributo alla giustizia e alla pace.
Costo del progetto: 25.000€ di cui 15.000€ richiesti alla Quaresima di fraternità
- Consolidare e ampliare l’esperienza di rete con la Chiesa locale, attraverso l’assunzione di percorsi condivisi di formazione/animazione missionaria in continuità con il cammino della Quaresima di Fraternità, che ci offre annualmente occasioni di scambio e confronto con le Unità Pastorali.
- Dare continuità all'esperienza di Assisi, che diventa appuntamento importante e generatore di percorsi spirituali significativi e condivisi lungo l’anno. - Stimolare e provocare gli attori della rete solidale sul territorio a cercare insieme soluzioni efficaci ai bisogni.
I dettagli del progetto sono a questo LINK
Continuiamo anche quest'anno nel sostegno e la solidarietà con i popoli indigeni del Brasile, con l'aiuto di : CO. RO. ONLUS (Comitato Roraima di solidarietà con i Popoli Indigeni del Brasile) e dei Missionari della Consolata.
L'impegno prevede l'assunzione di un Antropologo - il Segretario Indigeno Macuxì - affinché sia facilitata la conoscenza e la ricerca sui popoli indigeni dell’Amazzonia, e in modo speciale di Roraima, sotto gli aspetti culturali, politici, ecclesiali, economici, sociali, storici ed ecologici attraverso il Centro di Documentazione Indigena Di Boa Vista (Brasile),
Gli obiettivi specifici del progetto sono
1. Conservare, organizzare e rendere disponibile la documentazione dell'archivio principalmente per le popolazioni indigene di Roraima, per i missionari e gli agenti di pastorale, per la comunità accademica e per i ricercatori locali, nazionali e internazionali, e per la popolazione brasiliana in generale.
2. Promuovere la formazione e la diffusione attraverso conferenze, corsi, workshop, mostre, dibattiti e altro, per la diffusione della conoscenza e della consapevolezza della realtà passata e presente delle popolazioni indigene, attraverso accordi, partenariati e accordi con organizzazioni indigene e istituzioni educative, tra gli altri.
La documentazione dettagliata del progetto è a questo LINK.
Costo del progetto: 10.320€
Beneficiari
1) in primo luogo, le popolazioni indigene di Roraima e del Brasile, che avranno chi cura uno spazio per valorizzare e preservare le loro memorie e culture come parte dinamica della loro identità;
2) la società di Roraima in generale, che avrà accesso ai documenti originali e alle fonti primarie dei popoli indigeni, e ai loro processi di rivendicazione della dignità e di conquista dei diritti fondamentali, dopo un lunghissimo periodo di sfruttamento dei suoi membri e di saccheggio delle loro terre;
3) la comunità accademica locale, regionale, nazionale e internazionale, che può trovarvi uno spazio con materiale inedito sulla storia e la cultura raccontata dagli stessi indigeni e dai loro alleati;
4) studenti di università e corsi che possono svolgere pratiche archivistiche e bibliografiche in questo ambiente, data la scarsa o nulla offerta di questo tipo di archivio a Roraima;
5) Missionari, e operatori pastorali che operano in Amazzonia e, in particolare, con le popolazioni indigene, che dispongono di un centro attrezzato e di un archivio aggiornato per facilitare il loro inserimento e approfondire il loro lavoro con popoli e culture diverse.
Pubblichiamo un articolo di Carlo Miglietta, del Comitato Roraima a cui siamo legati già dalla scorsa Quaresima di Fraternità 2022.
Il mondo si sta finalmente accorgendo del genocidio del Popolo Indigeno Yanomami che la Chiesa cattolica e varie ONG, tra cui la nostra, il CO. RO. (Comitato Roraima di solidarietà con i Popoli Indigeni del Brasile), stanno da tempo denunciando. Quello Yanomami è il territorio indigeno più esteso del Brasile, con una superficie di circa 9 milioni di ettari, abitato da circa 28.000 nativi, che parlano 6 lingue diverse e si dividono in più di 300 comunità e gruppi indigeni isolati.

Ma la sciagurata politica antindigena e predatoria del precedente Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, intesa a sfruttare in ogni modo le Terre Indigene, anche quelle dichiarate dalla Costituzione come interdette ai bianchi, ha provocato un vero massacro della popolazione. I Vescovi brasiliani da anni denunciano lo sfruttamento minerario illegale, con la presenza di circa 20.000 “garimpeiros”, i cercatori d’oro abusivi, assoldati da organizzazioni criminali, coinvolte nel traffico di droga, armi e riciclaggio di denaro. La presenza dei garimpeiros è aumentata del 3.350 per cento rispetto al 2016. L’irruzione dei cercatori d’oro ha moltiplicato per sette i casi di malaria: si stima che il 70% degli indigeni siano ora affetti da tale malattia. In seguito all’avvelenamento dei fiumi con il mercurio, impiegato per l’estrazione dell’oro, buona parte dei pesci sono morti, e molti indigeni si sono ammalati. Inoltre è venuta a mancare la cacciagione, in parte uccisa dagli stessi garimpeiros per la loro sopravvivenza, in parte fuggita, terrorizzata dal rumore degli enormi macchinari impiegati per l’attività estrattiva.
Il risultato è stata una catastrofe umanitaria già ben nota in Brasile, anche se le cifre esatte siano arrivate solo ora. Negli ultimi quattro anni, ogni sessanta ore, un bambino Yanomami sotto i cinque anni è stato ucciso dalla fame, dalla dissenteria acuta o dalla malaria, per un totale di 570 morti. Ormai circolano sul web e sui giornali le immagini di bambini Yanomami denutriti, scheletrici, con la pancia gonfia e gli occhioni sbarrati.
Secondo le organizzazioni indigene, buona parte del popolo Yanomami “è spiritualmente morto a causa della distruzione della foresta, degli omicidi e degli attacchi di ogni genere che subisce, delle umiliazioni, degli stupri, del furto di bambini, dei suicidi” e, tutto ciò è il risultato dello sfruttamento minerario: “Il cercatore d'oro è bagnato di sangue”.
La Corta Suprema brasiliana, nel 2021, e la Corte interamericana per i diritti umani, nel 2022, avevano intimato allo Stato, allora guidato da Bolsonaro, di espellere i garimpeiros: ma nessuna di queste sentenze è stata rispettata. In compenso, progressivamente, i fondi per la salute dei nativi del Roraima sono stati tagliati. I medicinali hanno iniziato a scomparire dai dispensari: diecimila bambini non hanno più potuto essere curati. Nel 2022, appena il 30 per cento delle scorte previste è stato effettivamente consegnato. Dove sia finito il resto è oggetto di un’inchiesta su una rete di corruzione all’interno del sistema di salute.

Il Presidente Lula tra gli YANOMAMI
Il nuovo Presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva, e Sônia Guaguajara, ministra dei Popoli Indigeni, sono subito volati di persona a Boa Vista, capitale del Roraima, per cercare di fermare il genocidio. Sono rimasti sconvolti dallo scenario che si è loro presentato. Il ministero della Salute ha dichiarato l’emergenza sanitaria per gli Yanomami, inviando squadre di Medici e materiale sanitario, e instaurando un ponte aereo per portare a un apposito ospedale da campo allestito a Boa Vista i casi più gravi, più di mille in pochi giorni. Intanto la Ministra dell’Ambiente, Marina Silva, ha annunciato una maxi-operazione per espellere i “garimpeiros”, mobilitando l’Esercito, l’Aviazione e le Forze Navali. Il ministro della Giustizia, Flavio Dino, ha ordinato l’apertura di un’indagine su presunti reati di genocidio e crimini ambientali.
Anche dom Leonardo Steiner, il Cardinale dell’Amazzonia, è arrivato a Boa Vista, accompagnato dal nostro caro amico, Missionario della Consolata, padre Corrado Dalmonego, per manifestare, a nome di Papa Francesco e della Presidenza della Conferenza Episcopale Nazionale del Brasile (CNBB), la sua solidarietà agli Yanomami. I leader indigeni hanno ringraziato il cardinale Steiner per la sua presenza nella regione in un momento così difficile per le popolazioni indigene. “Guarda i piccoli curuminzinhos (i bambini indigeni)”, invita uno Yanomami in un video che ci è giunto: “Tutti con la malaria, tutti gialli di malaria. Ce ne sono a decine, altri non riescono ad alzarsi. Stanno morendo e noi con loro”.
Purtroppo l’Associazione dei popoli indigeni brasiliani (Apib) ha annunciato che tante altre popolazioni native del Brasile sono in analoga sofferenza per l’atteggiamento genocida del precedente Governo Bolsonaro.
Carlo Miglietta - www.giemmegi.org
Suor Cinzia Ghilardi della Congregazione delle Suore Operaie ci aggiorna sul contributo frutto della nostra Quaresima di fraternità 2022 per il Congo.
ll contributo da voi ricevuto - e di cui ancora vi ringrazio - è stato utilizzato insieme a quello di altri per l’acquisto di un'ambulanza a servizio del Centro Sanitario e della Comunità di Luvungi.
Il progetto prevedeva l’acquisto di una vettura/ambulanza che permettesse il trasporto dei pazienti e dei medicinali.
Vista l’urgenza e l’importo considerevole del progetto è stato optato per l’acquisto di una vettura/ambulanza di seconda mano che abbiamo potuto acquistare il prima possibile con i fondi raccolti fino a quel momento. Abbiamo potuto quindi metterla a servizio del Centro Sanitario ormai da vari mesi e svolge il prezioso servizio necessario.
Grazie ancora
suor Cinzia
27 dicembre 2022

Quaresima di fraternità 2022 - Un cuore tre progetti: il ringraziamento del Comitato Roraima di solidarietà con i Popoli Indigeni del Brasile
Carissimo don Mimmo,
con profonda riconoscenza abbiamo ora saputo dall'Ufficio Missionario Diocesano di Torino che la tua Parrocchia SS. Annunziata a Pino Torinese ha raccolto nella Quaresima di Fraternità 2022 la somma di 5.000,00 € (cinquemila/00) per il nostro
Progetto a sostegno dell'occupazione, dell'animazione e della formazione dei giovani della regione Surumu, Terra Indígena Raposa Serra Do Sol – Tirss: preparazione di sei giovani indigeni come autisti, e acquisto di materiali di formazione e animazione per più di 250 altri giovani per assicurare il loro inserimento attivo nell'Organizzazione indigena, per assumere e affermare la loro identità culturale ed etnica, e la difesa dei diritti dei Popoli Indigeni
Tale somma è stata immediatamente inoltrata ai Missionari della Consolata che a Roraima sono a fianco dei Popoli Indigeni, provati da decenni di persecuzioni, di violenze, di sfruttamento da parte dei bianchi invasori delle loro terre, e in un momento sociale e politico in cui nei loro confronti è in atto un vero genocidio.
Ti allego il Progetto dettagliato e la lettera del Vescovo di Roraima.
A nome dei nostri Poverissimi del Brasile, nei quali Gesù stesso si identifica, e dei Missionari e delle Missionarie che spendono la vita al loro fianco, giunga a te a tutta la Comunità Parrocchiale il grazie più profondo.
Con affetto, e nella speranza di presto incontrarti per esternarti di persona i sensi della mia più profonda stima
Click su - Il progetto (traduzione dal portoghese)
Click su - Lettera del Vescovo di Roraima (Brasile)
Carlo Miglietta
Segretario del https://www.google.com/url?q=http://CO.RO&source=gmail&ust=1659272336380000&usg=AOvVaw3hwuVEjI5y9nfaXuBNlO5A">CO.RO.


Le offerte pervenute dalla parrocchia B.V. delle Grazie di Valle Ceppi
ammontano a 1.195,00€,
quelle raccolte presso SS. Annunziata a 13.805,00€.
Grazie di cuore a tutti.
Chi volesse contribuire ai progetti della Quaresima di fraternità 2022
a favore dei progetti in Congo - Torino Porta Palazzo - Brasile
attraverso un bonifico, può farlo sul conto corrente parrocchiale
Parrocchia SS Annunziata
IBAN IT69L0200830760000103465579
Causale: Quaresima 2022
Quest'anno i progetti cui destiniamo la nostra offerta della Quaresima di fraternità sono tre, in più parti del mondo, compreso il nostro territorio torinese.
Sono tutti progetti di crescita attraverso la formazione e particolarmente
- in Brasile per giovani indigeni dell'Amazzonia che, consapevoli della propria identità, potranno integrarsi e difendere i diritti del proprio popolo in un contesto di etnocidi, in situazioni drammatiche di fame e sfruttamento; a tutela della sopravvivenza, della cultura, della salute e dell’ambiente;
- a Torino, nella zona di Porta Palazzo, per articolati interventi di accoglienza e integrazione che vedono al centro la donna come motore di cambiamento familiare e dello stesso territorio;
- in Congo, nella zona di Luvungi, per l'acquisto di un'ambulanza e per formazione sanitaria.
Tutti i progetti sono approvati dall' Ufficio Missionario Diocesano che ne segue lo sviluppo.

QdF 2022 - Formazione e animazione in difesa dei diritti dei popoli indigeni con il Comitato RORAIMA







Il Comitato Roraima Onlus (CO. RO) fu fondato nel 2000 da Carlo Miglietta e da un gruppo di amici, su ispirazione di Padre Silvano Sabatini, fratel Carlo Zacquini e fratel Francesco Bruno, Missionari della Consolata che fin dagli anni Sessanta avevano lavorato in piena foresta amazzonica, nello Stato di Roraima (Brasile), a fianco dei Popoli Indigeni. Allora la popolazione di Roraima era quasi totalmente rappresentata dagli Indios. Padre Silvano Sabatini subito fu colpito dal fatto che i Macuxì, pur già “evangelizzati” da due secoli, spesso descrivessero il Dio dei bianchi come un Dio cattivo perché protettore dell’uomo bianco invasore, portatore di oppressione e di morte, stupratore delle donne indigene. Il popolo Yanomami, che invece entrava per la prima volta in contatto con i bianchi, nei suoi miti di creazione li rappresentava mentre si allontanavano su canoe per poi però ritornare con violenza per rubare la terra e i beni degli Indios.
Quando, nel 1500, il portoghese Pedro Alvares Cabral arrivò sulle coste del Brasile, gli abitanti indigeni erano, si stima, fra i sette e i dieci milioni. Oggi in Brasile sopravvivono allo sterminio dei conquistatori circa 800.000 Indigeni: un vero genocidio misconosciuto.
Il CO. RO. opera a fianco dei Popoli Indigeni del Brasile, contro cui continua oggi l’etnocidio, con ogni violenza, nella totale illegalità e impunità, da parte dei grandi coltivatori, allevatori, commercianti di legname, e delle industrie minerarie, espressioni di un’economia predatoria che vede complici anche tante industrie italiane ed europee.
Il CO. RO. si impegna anche per gli emarginati rurali e urbani del Brasile, in drammatiche situazioni di degrado e di sfruttamento, a fianco delle Organizzazioni religiose (Istituto Missioni Consolata, Missionari Comboniani, Vescovi locali) e laiche (Consiglio Indigeno di Roraima, Centri di Difesa dei Diritti Umani nel Paraiba e a São Paolo) che si battono per i diritti degli ultimi. Inoltre promuove azioni a livello culturale e politico italiano ed europeo per difendere i diritti umani degli esclusi. Qui a Torino, è anche portavoce della Rete Torinese per i Diritti dei Popoli Indigeni, che raduna varie associazioni (Caffè Basaglia, Carovane Migranti, Centro Studi Sereno Regis, Comitato Uni-To America Latina e Caraibi, Sur Società Umane Resistenti, Soconas Incomindios-Comitato di Solidarietà con i Popoli Nativi Americani, Tamburi Parlanti-Patrimoni in Dialogo…).
Il CO. RO. sostiene in tutto il Brasile Progetti concreti a favore dei più poveri ed emarginati: per i Popoli Indigeni per la difesa della loro sopravvivenza e delle loro culture, nel campo dell’educazione, della salute, della preservazione dell’ambiente (scuole, interventi sanitari, preparazione di leaders e di operatori sociali...); per le minoranze e gli esclusi (abitanti delle favelas e dei quartieri più poveri) offrendo loro tutela legale e organizzando Corsi su diritti umani e protagonismo sociale; per bambini ad alto rischio sociale e di emarginazione con interventi di scolarizzazione, educazione alla legalità, aggregazione e formazione umana; per i più poveri con Cooperative, progetti agricoli e di formazione per un’economia sostenibile.
Chi volesse saperne di più e soprattutto offrirsi per collaborare, consulti il nostro sito www.giemmegi.org. Abbiamo davvero bisogno di forze fresche per continuare questa lotta a fianco dei Popoli Indigeni e degli scartati del Brasile, e dei Missionari che spendono per essi la vita.
Carlo Miglietta






Siamo sr Julieta Joao e sr Paola Pignatelli, Figlie di Maria Ausiliatrice, da 16 anni, “missionarie” al Balon, nel cuore multietnico di Torino. Viviamo le nostre giornate con una cinquantina di giovani donne di 15 nazionalità e i loro figli.
Arrivano da Bangladesh, Marocco, Egitto, Tunisia, Libia, Nigeria, Costa d’Avorio, Senegal, Eritrea, Etiopia, Somalia, Perù, Ecuador, Albania, Italia. Donne scappate da guerre e povertà, ricongiungimenti familiari sofferti, vittime di tratta, madri e figli: fragilità di ogni lingua e colore. Umanità migrante che approda: storie che ci parlano di ingiustizia, di squilibri mai colmati e di sogni di futuro.
In questi anni abbiamo capito che chi lascia il proprio Paese non lo fa mai volentieri.
Proviamo ad accogliere, ad accompagnare verso una possibile autonomia, offrendo loro strumenti e formazione, per potersi orientare in città, per poter costruire nel rispetto e con dignità una propria cittadinanza responsabile.
Nel tempo, leggendo i bisogni del territorio e della gente, abbiamo concretizzato 4 progetti in uno e li stiamo portando avanti:
- APERTA MENTE CITTADINE per le donne è il progetto "MADRE"
- IL MONDO A KM 0 per i giovani
- ADOTTA UN BAMBINO PER FAR CRESCERE UNA MAMMA sono nati nel tempo
- SOSTEGNO SCOLASTICO nato in tempo di pandemia.
Collaborano con noi 17 volontarie nella scuola di italiano, di sartoria, di uncinetto, maglia: attività specifiche del progetto APERTA MENTE CITTADINE.
Con IL MONDO A KM 0, offriamo ai ragazzi delle parrocchie, delle scuole, degli oratori, della catechesi esperienze di educazione alla mondialità, abitando Porta Palazzo.
Abbiamo creato il terzo progetto ADOTTA UN BAMBINO PER FAR CRESCERE UNA MAMMA in collaborazione con il Nido del Dialogo del Sermig e la Cooperativa Liberi Tutti, sostenendo le spese di alcuni inserimenti dei bimbi quando la famiglia economicamente non ce la fa, per permettere a qualche mamma in più di venire a scuola.
Il sostegno scolastico in tempo di DAD lo abbiamo visto necessario per sostenere le famiglie straniere con maggiori difficoltà e i loro figli e abbiamo impostato un accompagnamento con rapporto uno a uno per intervenire con efficacia, in rete con le scuole di provenienza dei ragazzi.
Vivere a Porta Palazzo significa dialogare e costruire rapporti sereni con la diversità, anche quella delle nostre tradizioni di fede: siamo in un quartiere musulmano, ed è importante approfondire il dialogo anche con questi nostri vicini, nel rispetto e nell’impegno di reciproca conoscenza, superando paure e pregiudizi.
La nostra attività sul territorio è vissuta in rete: CPIA, CAS, DIACONIA VALDESE, ANIMAZIONE MISSIONARIA DIOCESANA, ASS. TAMPEP, TELEFONO ROSA E UPM, alcune Moschee di Torino, associazioni varie che ci aiutano ad accompagnare casi più complessi, come possono essere le giovani donne vittime di violenza e tratta. Crediamo che questo sia il volto nuovo della missionarietà a cui ci invita Papa Francesco: una chiesa in uscita!
Dobbiamo sostenere costi legati alla struttura di via La Salle, dove accogliamo le persone (utenze e manutenzione), investimenti per i materiali didattici dei vari laboratori e del doposcuola, contributo annuale al Nido del Dialogo per l’inserimento dei bimbi, retribuzione per esperti che intervengono lungo l’anno per momenti di formazione specifica, sostegno alle famiglie più svantaggiate (borse alimenti), formazione degli operatori e costi di assicurazione, materiali legati al progetto “Il Mondo a km 0” (cineteca e varie) in funzione dei gruppi che ci interpellano per organizzare le giornate interculturali.
Chi camminerà con noi nell’accoglienza e nel sostegno di queste situazioni che non sono solo numeri statistici o spettri di un’invasione, ma persone alla ricerca di possibilità di futuro, collaborerà a costruire un innegabile diritto per tutti! Per tutto questo, vi ringraziamo di cuore!
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